Luca Scarabelli – Gli ultimi viandanti si ritirarono nelle catacombe (1965)

2015 / 1st edition
Boîte Editions
27 x 22.5 cm, 74 pages
Italian
ISBN 978-88-7336-577-8 

 

il cambiamento climatico
influisce sul mio lavoro
quindi gli obiettivi
sono sempre più irraggiungibili

 

The book proposes itself as the trace of a possible story, an omen suspended in an indefinite temporal dimension. The artist thinks of himself as a traveler and imagines himself waking up after a long period in which he is metaphorically lost in a cave.
His gaze contemplates the “pure universe”, nature and the traces left by man, respectively symbolized by stars, clouds and the smoke of fires. These elements, part of the daily life of man, are often forgotten and difficult to grasp in their real complexity. Only the awakening, perhaps only imaginary, guarantees a visionary look towards the sublime.
The artist’s idea synthesizes many suggestions coming from the poetics of the sublime of Romanticism, from the writings of Walter Benjamin, Ronald Barthes, George Bataille and from the short film by Chris Marker, La jetée.

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Il libro si propone come la traccia di un possibile racconto, un presagio sospeso in una dimensione temporale indefinita. L’artista pensa se stesso come un viandante e s’immagina al risveglio dopo un lungo periodo nel quale si è metaforicamente smarrito in una caverna.
Il suo sguardo contempla l’“universo puro”, la natura e le tracce lasciate dall’uomo, rispettivamente simboleggiati dalle stelle, dalle nuvole e dal fumo degli incendi. Questi elementi, parte della vita quotidiana dell’uomo, sono spesso dimenticati e difficilmente colti nella loro reale complessità. Solo il risveglio, forse solo immaginario, garantisce uno sguardo visionario verso il sublime.
L’idea dell’artista sintetizza molte suggestioni provenienti dalla poetica del sublime del Romanticismo, dagli scritti di Walter Benjamin, Ronald Barthes, George Bataille nonché dal cortometraggio di Chris Marker, La jetée.