Andreas Tschersich, Peripher

 

Edition Patrick Frey, 2016
Pages 164
Hardcover
English
ISBN 978-3-906803-07-4

 

In the works of Andreas Tschersich, a Swiss artist based since years in Berlin, the ‘peripheral’ is a structural, aesthetic and mental moment. It refers to places of transit and transition that defy unequivocal classification, standardization and demarcation. Tschersich portrays cityscapes, where people, habits and uses remain hidden. The tenor remains the same regardless of whether the scene is set in Charleroi, Liverpool, New York or Tokyo. Tschersich’s pictures are familiar in their everyday banality.

In order to keep as close as possible to the “human gaze”, to the experience of an instant, the artist applies a method of digital montage invisible to the viewer, by assembling several medium-sized negatives in a bigger picture without distorting the perspective. The same outcome wouldn’t be achievable by a large format camera. Andreas Tschersich makes use of technology not to falsify reality, but to “cling to it as closely as possible”.

 

Nelle opere di Andreas Tschersich, un artista svizzero residente a Berlino da anni, la ‘periferia’ ha una funzione strutturale, estetica e mentale. Si riferisce a luoghi di passaggio e di transizione, che si sottraggono a classificazioni, standardizzazioni e demarcazioni inequivocabili. Tschersich ritrae dei paesaggi urbani, dove persone, abitudini e usi restano celati, indipendentemente dal fatto se la scena sia ambientata a Charleroi, Liverpool, New York o Tokyo. Le fotografie appaiono familiari nella loro banalità quotidiana.

Per avvicinarsi il più vicino possibile allo “sguardo umano”, all’esperienza di un istante, l’artista utilizza un montaggio digitale invisibile allo spettatore, che assembla negativi di medie dimensioni per creare un’immagine grande, senza distorsione della prospettiva, un risultato questo che non potrebbe essere raggiunto con una fotocamera di grande formato. Andreas Tschersich utilizza la tecnologia non per falsificare, ma per “aggrapparsi il più vicino possibile alla realtà”.